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Maledetta
sia la sfortuna che m'attanaglia. Maledetto sia traffico delle
ore di punta. Ce l'avevo quasi fatta. Ero preparatissimo e pronto,
tutto
era stato calcolato al millimetro. Anni ed anni di preparazione,
allenamenti senza sosta. Un regime alimentare perfetto, astinenza da
trombate come ogni vero atleta che si rispetti. Solo seghe mentali.
Tutto
con un unico fine: entrare nel guinness dei primati, il mitico librone
che
raccoglie i migliori dei migliori, i pochi esseri perfettissimi che
hanno
calpestato il nostro pianeta. Farne parte rappresenta un risultato che
da
solo può dar senso alla vita di ognuno di noi. Per secoli l'uomo s'è
posto
il grande dilemma: qual è il senso della vita. Finalmente, anni fa,
l'ho
scoperto. Da allora mi sono messo a lavorare con passione e
risolutezza,
deciso a dare un senso, anzi, il senso, alla mia vita. Dovevo riuscire
a
far apparire il mio nome nel magico tomo dei records, cosicché potesse
essere perpetuato nei secoli a venire per le future generazioni. Sarei
divenuto immortale, al pari di Bernard Crapkowitz, il polacco che
detiene
il primato di nano più alto del mondo (153 cm) o Kamal-al-Benhur,
l'uomo
con tre piselli e cinque palle. Avevo studiato tutto nei minimi
particolari. Valutando con freddezza e consapevolezza le mie capacità
naturali, avevo scoperto il mio punto forte. L'essere supremo che
tutto
governa e controlla m'aveva fornito di una dote che nessun altro
possedeva. Fino ad allora l'avevo ignorato, ma fu un episodio della
fanciullezza che lo mise in luce. Feci due più due (prima a mano, poi
usando la calcolatrice, visto che ogni volta che ricontrollavo mi
veniva
un risultato diverso) e capii. Dote naturale dall'essere supremo
fornitami
più senso della vita uguale usare la mia dote per entrare nel guinness
dei
primati. Iniziai un percorso interiore ed esteriore che mi avrebbe
garantito il successo. Non tralascia nessun dettaglio. L'alimentazione,
la
cura maniacale dei particolari, gli intensi allenamenti e le infinite
prove. Miglioravo di continuo. Ero sempre più bravo. Finalmente, un
giorno
di tre mesi fa ebbi la sensazione di aver raggiunto il limite massimo
delle capacità umane. Telefonai ai possessori della chiave del senso
della
vita, i giudici ed i redattori del guinness dei primati e li convocai.
Fissammo un appuntamento per le 17:30 di ieri. Stupido me. Che orario
assurdo avevo scelto. Non avevo calcolato il traffico dell'ora di
punta.
Ignaro del mio madornale ed irreparabile errore mi preparai
puntigliosamente per l'incontro coll'immortalità. Alle 17:28 ero
prontissimo e mi trattenevo a stento. Alle 17: 33 non erano ancora
arrivati ed io non ce la facevo più. Avevo calcolato tutto in modo da
essere prontissimo per le 17:30 in punto, ma i possessori della mia
immortalità non erano ancora giunti. Alle 17:35 squillò il telefono.
Erano
loro. Mi dissero che sfortunatamente erano rimasti bloccati nel
traffico
allo svincolo di Firenze Nord e sarebbero stati in ritardo di una
buona
mezz'ora. Il mondo mi cadde addosso. Non ce la facevo più. Alle 17: 37
mollai un cureggione puzzolentissimo della durata di 1'56''. Avevo
stracciato il precedente record, ma nessuno era stato presente per
testimoniare il glorioso evento. Nel fare ciò avevo rovinato la
conformazione anatomica del mio intestino, giocandomi per sempre la
possibilità di ripetere l'impresa. Avevo perso il treno per
l'immortalità.
Sarei caduto nel dimenticatoio della storia insieme agli altri
miliardi di
esseri insulsi che avevano messo piede inutilmente su questa terra.
Esseri
senza senso, anime perse nel vuoto perenne del nulla.
Avendo fallito e non avendo altro scopo nella vita, ora vado a
suicidarmi.
Trapezio Prepuzio
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